Shooter
Questo film cominicia male ancora prima di iniziare: la locandina mostra un uomo ben palestrato che imbraccia un fucile che tirerebbe giù un aereo di linea. Lo sguardo incazzato è rivolto all'orizzonte. L'inizio non è dei migliori e la trama pare già scritta fin dai primi minuti: il tenente, tiratore-scelto-pluridecorato-Swagger, dopo una missione "che-non-esiste" in uno stato in cui "non-dovevamo-essere" andata a rotoli, si congeda a vita monastica sulle montagne; il governo lo richiama all'azione quando vengono rinvenuti i progetti di un attentato al Presidente. Ormai la sinossi appare limpida e sembra svilupparsi verso lo scontro superbuono contro supercattivo, visto che l'attentato pare essere preparato da un cecchino altrettanto scaltro e deciso di Swagger.
Invece il colpo di scena: Swagger si ritrova ad essere il capro espiatorio in un complotto per uccidere un eminente personaggio a colloquio col presidente il giorno dell'attentato.
Il tenente è costretto quindi a combattere solo contro tutto e tutti in una fuga per discolparsi e riabilitare il suo nome, aiutato in questo da due agenti governativi (Michael Peña e Rhona Mitra) che, in puro stile americano, mettono al primo posto la verità e sono disposti a disobbedire ai superiori per difenderla.
Mark Wahlberg interpreta a pennello la parte del soldato irreprensibile, duro di cuore e iper-professionale, elevando lo spessore dei personaggi del film, per la verità non troppo alto. In particolare colpiscono in negativo i cattivi troppo stereotipati e prevedibili e l'osceno uso di computer grafica dozzinale in alcune scene. Onore al merito al regista per non essere scaduto (eccessivamente) in vuoti patriottismi e frasi stucchevoli (l'ultimo Transformers di Michael Bay ne è un esempio calzante), mantenendo sempre un occhio moderatamente critico verso l'autorità imposta e le oscure trame da essa ordite.
Buona la trama che non si banalizza prendendo strade fin troppo scontate; dignitosa la regia di Antoine Fuqua (superbo, ma sopravvalutato, in Training Day) e ottimo Mark Wahlberg per recitazione, spessore e presenza scenica.
Un film che non pretende di cambiare il mondo del cinema, ma che riesce con successo nell'ardua missione di evitarvi una serata di sbadigli davanti alla tv, sorprendendovi con qualche doppio/triplo gioco, deliziandovi con alcune scene sparatutto ben congegnate e creando una certa attesa per il finale che manca a molte produzioni dello stesso genere.
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